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Tricopigmentazione: l’ultima frontiera per risolvere i problemi di calvizie

Il problema della perdita dei capelli riguarda moltissime persone, sia uomini che donne e nel corso degli anni sono state messe a punto numerose tecniche per risolverlo. Purtroppo, molti dei trattamenti che vengono oggi proposti come il trapianto per esempio sono troppo invasivi e non adatti a tutti, senza calcolare che i costi da mettere in preventivo sono spesso eccessivi. Oggi parleremo invece di una tecnica che sta spopolando negli ultimi tempi e che consente di fare fronte a questo problema con un approccio differente. Si tratta della tricopigmentazione: un trattamento estetico che trae origine dal trucco permanente e che presenta molte meno controindicazioni rispetto ad altre soluzioni decisamente più invasive. Noi oggi faremo una panoramica generale su questa tecnica, ma se volete avere informazioni più approfondite vi consigliamo di consultare il sito www.truccopermanente.it.

Tricopigmentazione: cos’è e come funziona

La tricopigmentazione è un’innovativa tecnica che consente di risolvere il problema della calvizie ma anche quello dell’alopecia dal punto di vista prettamente estetico. La perdita dei capelli infatti spesso e volentieri è irreversibile e non c’è nulla da fare per rallentarla o prevenirla. Per questo, può essere utile intraprendere un approccio differente e concentrarsi su quello che è possibile fare per ridurre il disagio. La tecnica della tricopigmentazione è simile per certi versi a quella impiegata per i tatuaggi, con la differenza che i pigmenti utilizzati sono posti in strati superficiali e con il passare del tempo tendono a riassorbirsi. Il risultato quindi non è definitivo ed occorre effettuare successivi ritocchi a distanza di alcuni mesi. In realtà oggi è possibile anche sottoporsi ad un trattamento di tricopigmentazione permanente, ma conviene sempre valutare pro e contro insieme ad un professionista qualificato.

Tecniche e numero di sedute previsto

La tricopigmentazione può essere effettuata sia per ottenere un effetto rasato che per rinfoltire visivamente la chioma, per esempio in quelle persone che presentano diradamenti localizzati in precisi punti del cuoio capelluto. Nel primo caso sono solitamente necessarie tre sedute totali mentre nel secondo caso ne sono previste 5, ma entro un mese il trattamento viene concluso completamente.

Come abbiamo accennato, la tricopigmentazione classica non è permanente quindi bisogna mettere in preventivo anche una o due sedute annue di mantenimento che però hanno costi inferiori.

Tricopigmentazione o trapianto: quale scegliere?

Molte persone affette da calvizie si chiedono quale sia la soluzione migliore tra tricopigmentazione e trapianto di capelli. È bene sapere che queste due tecniche possono coesistere senza problemi e anzi, diversi pazienti hanno ottenuto dei risultato eccellenti propri abbinandole. Naturalmente, il trapianto ha dei costi superiori e comporta una vera e propria operazione chirurgica, con tutte le controindicazioni, la convalescenza e le conseguenze del caso. La tricopigmentazione invece è molto meno invasiva e può quindi essere la soluzione perfetta per chi desidera risolvere il problema della caduta dei capelli senza rischi.

La scelta dell’uno o dell’altro trattamento quindi dipende da moltissimi fattori, ma ricordiamo che queste due tecniche non si escludono a vicenda e anzi, se impiegate in sinergia possono permettere di ottenere ottimi risultati.