Casa

Arredare casa con i colori giusti: gli abbinamenti cromatici migliori

L’abbinamento dei colori è un tema particolarmente delicato nel settore dell’arredamento.
Ogni colore ha un suo significato e trasmette determinate sensazioni: abbinare colori diversi potrebbe rivelarsi più difficile del previsto. Scopriamo insieme a Carillo Home quali sono i migliori abbinamenti cromatici!

Armocromia della casa

L’armocromia è la scienza dei colori e aiuta a capire quali tonalità indossare per far risplendere al meglio il proprio incarnato naturale, il colore degli occhi e quello dei capelli. Sulla base della combinazione di occhi, pelle e capelli, l’armocromia definisce quindi una tabella di tonalità (fredde o calde, chiare o scure) che si adattano ad una tipologia ben precisa. Le tipologie sono divise in quattro stagioni, divise ulteriormente in 16 sottogruppi. Quello che non tutti sanno è che si possono utilizzare i principi dell’armocromia anche per l’interior design, non solo perché la casa è il prolungamento di noi e della nostra personalità, ma anche per arredarla in maniera armonica.

La prima regola base dell’armocromia è partire da una base neutra con la quale ridipingere qualche parete o dare una rinfrescata generale alla casa, come il tortora, il grigio o l’avorio. Non bisogna dimenticare il bianco, che non è mai banale e dona luminosità agli ambienti. Al bianco, inoltre, si abbina qualsiasi colore. Dopo aver fatto ciò, possiamo iniziare a sperimentare, apportando un po’ di colore qua e là, puntando sempre su un colore dominante abbinato ad uno complementare della stessa palette. Ricordiamo che intensità e temperatura sono i principi alla base dell’armocromia: nel primo caso ci riferiamo a tonalità più o meno sature, cioè brillanti oppure tenui; nel secondo caso ci riferiamo, invece, alle tonalità calde o fredde. Quando decidiamo di arredare casa, è opportuno scegliere colori della stessa palette, per intensità o per temperatura. L’armocromia riprende in parte anche quella che è la regola dei tre colori: vediamo subito in cosa consiste.

La regola dei tre colori

Si sa che il tre è il numero perfetto e questa regola vale anche per l’interior design, dove si dovrebbe raggiungere un certo equilibrio cromatico ed evitare di scegliere più di tre colori. Questa regola prevede che vi siano tre colori chiave nell’arredamento: un colore base, generalmente neutro e di diverse gradazioni, per ricoprire ad esempio le pareti, il pavimento, i tendaggi e gli infissi; un colore intenso, generalmente più scuro del primo oppure più acceso, da riservare a pochi pezzi di arredo o strutturali, come una parete specifica o un divano; un colore di rottura, che vada a rompere completamente la monotonia di due sole tonalità e che ricopra pochi elementi non troppo centrali. Il colore di rottura è solitamente bianco o nero, ma mai uguale a quello di base.

Il cerchio di Itten

Per quanto riguarda il bilanciamento dei colori, ci si affida spesso alla regola del 60-30-10, ovvero: si utilizza il colore primario per il 60% dell’arredamento, solitamente per le pareti, il pavimento e alcuni mobili; il colore secondario per il 30% dell’arredamento, che può essere complementare al primario; un colore d’accento per il 10% dell’arredamento, con lo scopo di creare effetti di contrasto o di analogia, che facciano risaltare i primi due. Per fare ciò, possiamo affidarci alla ruota cromatica o cerchio di Itten. In questo cerchio sono presenti i colori primari (giallo, blu e rosso), secondari e terziari. Da qui, possiamo scegliere la nostra combinazione preferita tra colori analoghi e colori complementari. I colori analoghi sono quelli che si trovano vicini nel cerchio: basterà scegliere un raggruppamento di tre sfumature cromatiche.
I colori complementari, invece, non sono vicini ma si trovano uno di fronte all’altro nella ruota cromatica, come ad esempio giallo e viola, arancione e blu, rosso e verde.